Francesca Maresca - La voce di Sorrento ...da Torna a Surriento a Caruso...da Enrico Caruso a Lucio Dalla

Francesca Maresca - La voce di Sorrento
in
Sorrento e le sue Canzoni
...da Torna a Surriento a Caruso ...da Enrico Caruso a Lucio Dalla
 
E' tra questi due straordinari pilastri della musica mondiale che si sviluppa il progetto "Sorrento e le sue canzoni",una dichiarazione d'amore in musica,da parte di una sua figlia Francesca Maresca alla sua amata terra Sorrento .
Un viaggio lungo circa cento anni,che parte da Torna a Surriento fino a Caruso ...Da Enrico Caruso a Lucio Dalla
Una tavolozza di canzoni,che raccontano il fascino di una terra incantata,della fierezza del suo popolo,gente ospitale ed accogliente,mite come il clima caldo e solare della costa sorrentina.Completano questo viaggio musicale fantastico,
brani come :Mandulinata a Surriento,Serenata a Surriento,A Surrentina ,Napule e'Surriento, E ssirene,Arba Surrentina,Carmela,Surriento de nnammurate,N'terra Surriento
 
 
Torna a Surriento :
La leggenda vuole che Torna a Surriento fu composta nel settembre 1902. Il pretesto fu la visita a Sorrento dell’allora presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Zanardelli. Il motivo fu, invece, quello di ingraziarsi il potente politico affinché fossero soddisfatte alcune richieste, come ad esempio l’apertura di un ufficio postale. Da qui, l’idea del sindaco Tramontano di chiedere ai fratelli De Curtis la composizione di una canzone ad hoc.
 
In poche ore nacque, quindi, Torna Surriento, della cui bellezza Zanardelli fu così rapito da promettere l’ufficio postale. Al di là di ipotesi più o meno romanzate sulla sua origine, Torna a Surriento è una della canzoni napoletane più famose al mondo. Gli tiene testa solo ’O sole mio. Al suo successo mondiale hanno contribuito in tanti. Da ricordare, però, soprattutto Beniamino Gigli e Elvis Presley, che ne tradusse il testo in inglese ribattezzandola Surrender.
Roberto De Simone ha sviluppato un’analisi approfondita di Torna a Surriento. Dal punto di vista musicale, l’ha considerata fluida e spontanea nella linea melodica, e con struttura originale. “Essa si articola con un motivo di modo minore, che si ripete come una nenia ma senza produrre senso di stanchezza.” ha scritto il musicologo. “Non muta quando l’armonia si rischiara passando al modo maggiore, ripiegando quindi di nuovo alla trepida malinconia del modo minore. Alla fina la frase melodica esplode con un tema solare, di modo maggiore, spinto nella tessitura vocale acuta.”
 
Quello che sottolinea De Simone è che ciò avviene “senza produrre alcuna gioiosità musicale. Produce solo il senso di uno struggente tramonto alle soglie del buio.” Secondo lui, è proprio questo aspetto che ha favorito la sua straordinaria diffusione mondiale. Torna a Surriento può rappresentare l’amarezza di chi lascia la propria terra, l’addio a un amore o il commiato della giovinezza. In altre parole, qualsiasi tipo di distacco.Il tema del distacco è centrale nell’analisi di Roberto De Simone. “Tale canzone esprime l’ineluttabile abbandono di una luce, l’inarrestabile fluire del tempo” dice con parole felici. E aggiunge che nel mito di Sorrento ciò “sembra immobile nella dolcezza aspra dei limoni, nell’eco del mare nelle grotte”. E nel delirio del sole. Insomma, un brano che descrive un tema universale e il luogo che meglio lo rappresenta
 
Caruso :
 
“Caruso” è il perfetto e assoluto elemento di connessione tra il passato, il presente e il futuro della canzone italiana, è la sintesi tra una carriera, quella di Dalla, e la Storia, tra un luogo preciso, Sorrento, e un luogo ideale, dove tutti una volta almeno siamo stati. Il luogo dell’amore, della disperazione, del sentimento, della speranza. Il luogo della poesia e della canzone. Il luogo dell’arte, indimenticabile ed eterna, di Lucio Dalla.
 
Lo scrittore sorrentino Raffaele Lauro ci desrive così il brano :
“Caruso” edito nel 1986, con l’album “DallAmericaCaruso”, per la RCA Italiana, scritto e musicato da Dalla, a Sorrento, in un irripetibile transfert creativo, nel corso dell’estate (luglio-agosto), nella suite “Caruso” del Gran Hôtel Excelsior Vittoria, intitolata al grande tenore, e, successivamente, per le rifiniture musicali, su un pianoforte a coda di produzione coreana, in una suite del “Sorrento Palace”, ospite del suo grande amico sorren-tino Giovanni Russo, appellato dal cantautore con un soprannome familiare, “Il principe”, lo stesso assegnato a Francesco De Gregori. Evidentemente Dalla era colpito dall’altezza fisica, dalla bellezza virile, dal garbo regale e dall’eleganza dei due personaggi, il cantautore romano e l’albergatore sorrentino. Il brano fu interpretato da Dalla, per la prima volta, ad una festa privata a mare (Cala di Puolo), davanti alla ristretta platea dei suoi più stretti amici sorrentini e, in pubblico, davanti a tremila persone, la notte del 17 agosto 1986, a San Martino Valle Caudina, a conclusione di un concerto, riscuotendo un entusiasmante consenso sulla nuova opera, come ho narrato nel mio secondo romanzo dalliano.Nel primo romanzo biografico “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento” e nel successivo docufilm, da me scritto e diretto, “ Lucio Dalla e Sorrento - I Luoghi dell’Anima”, ho chiarito l’ispirazione originaria e le circostanze della nascita del suo capolavoro, smentendo e correggendo tutte le precedenti interpretazioni, che ancora stancamente vengono ripetute, nelle biografie musicali e nelle trasmissioni, radiofoniche e televisive, indotte, peraltro, da interviste giornalistiche e dichiara-zioni pubbliche rilasciate, nel corso degli anni, dallo stesso Dalla, “volutamente” fuorvianti. Il cantautore bolognese, infatti, era un bugiardo seriale o, come ha scritto Gino Paoli nell’autobiografia, pubblicata in occasione del suo ottantesimo genetliaco, un “contaballe”. Gli piaceva, creando un alone di mistero, inventarsi storie e storielle, che, poi, si autoconvinceva fossero realmente accadute. Bugie, naturalmente innocue, gentili e misteriche, frutto di quella fantasia fanciullesca, giocosa e, talvolta, autoironica, che, dall’infanzia alla scomparsa nel 2012, non lo abbandonò mai. “Caruso” è il risultato più alto della maturità artistica, intellettuale e umana di Dalla, nonché la più emozionante sintesi della sua feconda poetica, ancorata anche all’impiego della contamina-zione (nel caso, la canzone classica napole-tana). Un brano, ispirato alla vicenda umana ed artistica del tenore Enrico Caruso, fondato su un’osmosi tra musica lirica e musica pop, che ha aperto a molti tenori la strada del pop e a molti cantanti leggeri la strada della romanza. In realtà, al di là della vicenda del tenore, reale o frutto di leggende popolari locali che sia (la malattia terminale, l’appressarsi della fine, l’in-namoramento della fanciulla dagli occhi verdi come il mare, il rimpianto degli amori vissuti, il ricordo dei successi americani e la consola-toria bellezza della splendida natura sorren-tina), Dalla ritorna, in maniera magistrale, ad una costante del suo pensiero pensante e del suo dramma esistenziale. Il binomio amore (È una catena ormai/ Che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai) e morte, Eros e Thanatos, la fede religiosa, il destino oltremondano.Dalla-Caruso depone così la maschera (Potenza della lirica/ Dove ogni dramma è un falso/ Che con un po’ di trucco e con la mimica/ Puoi diventare un altro), in quelle ultime settimane, vissute e rivissute a Sorrento (luglio 1921-luglio 1986), in quella stessa suite, di fronte al Vesuvio, e svela se stesso, con l’accettazione della morte (Ma sì, è la vita che finisce/ Ma lui non ci pensò poi tanto/ Anzi si sentiva già felice/ E ricominciò il suo canto)
 
 

Syrene Music Grandi Eventi

Via S.Margherita 26

80063 Piano di Sorrento Napoli

www.syrene-music.it

www.sorrentomusic.it

 

mondojazz@yahoo.it

 

Telefax: 081 8087460

Mobile: +39 347 38 59 940

 +39 3473242770

 

           

StampaStampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Syrene Music Sorrento Wedding P.Iva 07145821216